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Venezia, 2 Febbraio 2015

Eh sì, sono ancora io. Non so se ti faccia piacere o meno ricevere queste mie lettere, ma non sarei riuscito a resistere nemmeno un altro giorno senza scriverti che da due giorni sono arrivato a Venezia.
Ho pensato a quello che mi hai detto: che non avresti avuto bisogno di andarci, che dopotutto avevi visto Las Vegas. Mi hai raccontato di un hotel casino che ricostruisce la città con i canali e le gondole e i gondolieri e i palazzi.

Da due giorni non faccio altro che pensare a quanto vorrei che fossi qui e, anche se non puoi saperlo, ti assicuro che anche tu vorresti essere qui, perché quello che ho davanti agli occhi non può essere imitato in alcun modo possibile, nemmeno dalla più folle delle città americane. Non c'è niente di nuovo a Venezia, "c'è quello che c'è sempre stato" mi hanno detto. Venezia è ordinata e sregolata, è illuminata anche di notte, è buia anche di giorno: la luce entra nei vicoli come si imbucasse non invitata ad una festa.
www.infraordinario.itSì, forse, si possono copiare i canali, riprodurre i vicoli, vestire a strisce i gondolieri, ma in nessun modo si possono rendere gli occhi vivaci, la voce d'Oriente, il movimento continuo e inarrestabile di una città in cui non è possibile fermarsi, soprattutto in giorni come questi, in cui le strade sembrano quinte teatrali dietro le quali Venezia si prepara alla scena più importante dello spettacolo, quella del ballo in maschera, con i suoi mille volti che si muovono fluidi ed eleganti.

Oggi ho fatto una coda interminabile davanti ad una pasticceria che si vantava di essere qui da sempre. Non credo di sbagliare dicendo che sono rimasto quasi tre ore tra una Maria Antonietta e un Arlecchino, per assaggiare quello che mi hanno detto essere il dolce tipico di queste feste fin dal Rinascimento. Si chiamano frittole e sono piccole frittelle ripiene, ma anche no, ricoperte di zucchero, ma anche no.

Sarò qui fino alla fine del Carnevale, se mai mi volessi raggiungere.

A presto.
L.www.infraordinario.it
Frittole con crema pasticcera
INGREDIENTI PER 6-8 PERSONE

Per le frittole:
400 g di farina bianca“00” Dolci per Bignè e Savoiardi
80 g di uvetta sultanina
50 g di zucchero semolato
40 g di burro
30 g di lievito di birra
2 uova
Un limone non trattato
Un’arancia non trattata
Un bicchierino di rum
Olio di arachidi per friggere
Zucchero a velo

Per la crema pasticcera:
30 g di farina bianca "00" Dolci per Crema Pasticcera
250 ml di latte intero
60 g di zucchero semolato
3 uova
Un baccello di vaniglia
RICETTA

Prepara come prima cosa la crema pasticcera: fai sobbollire il latte in una casseruola. Lavora in una ciotola capiente, con la frusta, i tre tuorli delle uova insieme allo zucchero, ai semi di vaniglia estratti con un coltellino dal baccello e la farina setacciata, fino ad ottenere una crema ben montata e spumosa. Versa il latte tiepido a filo e incorpora pian piano con la frusta il composto, facendo attenzione a non formare grumi. Rimetti tutto il composto in una pentola, porta a ebollizione e lascia cuocere la crema finché non si sarà addensata: falla raffreddare, ricoprila con la pellicola e mettila da parte, in frigorifero.
Nel frattempo prepara le frittole: sciogli in una tazza il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida e metti in ammollo l’uvetta per farla rinvenire. In una casseruola fai sciogliere il burro con lo zucchero e un po’ d’acqua: appena raggiungono il bollore aggiungi un po’ di farina, setacciandola e mescolando con la frusta per evitare la formazione di grumi. Il composto inizierà a diventare man mano più sodo: con un mestolo di legno continua a mescolare e appena inizierà a staccarsi dalle pareti della pentola, toglila dal fuoco. Aggiungi all’impasto: la scorza d’arancia e limone grattugiate, il rum, il lievito sciolto, l’uvetta, le uova e la farina rimasta. Mescola con una frusta l’elettrica l’impasto fino a farlo diventare liscio, non troppo sodo ma omogeneo e lascialo riposare un po’. Nel frattempo, in una pentola con i bordi alti, fai scaldare l’olio di semi e appena caldo inizia a versare l’impasto preparato a cucchiaiate. Rigira spesso le frittole nell’olio e appena avranno raggiunto un bel colore ambrato, scolale con una schiumarola e mettile ad asciugare e raffreddare in un recipiente con un po’ di carta assorbente da cucina. Prima di servirle farciscile con la crema utilizzando una sac à poche e decorale con una bella spolverata di zucchero a velo (o zucchero semolato se ti piace di più).
www.infraordinario.it
farinaLa farina utilizzata per preparare l’impasto delle frittole è la nostra 00 bignè e savoiardo che si ottiene da una miscela di grani condizionata e macinata in modo differente rispetto ad una farina normale e per questo presenta le caratteristiche ideali per preparare ricette di pasticceria finissima quali: bignè, eclairs, savoiardi, frittelle di riso o di mele, ciambelle, donuts, tortelli fritti e chiacchiere di Carnevale. È una farina che, nonostante il suo basso contenuto proteico ma grazie alla sua elevata elasticità è in grado di assorbire perfettamente le materie prime grasse, necessarie per preparare alcuni impasti. Questa farina infatti vi permetterà di preparare bignè molto leggeri e delicati o magari e savoiardi e ciambelle eccezionalmente morbide e friabili, nonchè tutta la biscotteria dine quali i frollini. È disponibile in confezioni da 25 kg.

La farina utilizzata per preparare la crema pasticcera è la nostra 00 Crema per pasticceria che si ottiene da una miscela di grani che permettono di ottenere una farina a basso contenuto di ceneri e con un ottimo equilibrio di amidi, qualità necessarie per poter preparare creme con un’ottima consistenza ideale per tutte le farciture. È una farina che può sostituire integralmente l’amido di mais e di riso nella preparazione della crema pasticcera, tale crema si presenterà al palato morbida, vellutata e priva di grumi. È disponibile in confezioni da 25 kg.
ricetta

CURIOSITÀ

La ricetta più antica delle frittole risale al Cinquecento e arriva con Bartolomeo Scappi, il famosissimo cuoco personale di Papa Pio V. Oggi viene ricordato come il piatto tradizionale della festa del Carnevale di Venezia, dove queste tipiche frittelle vengono preparate fin dal Seicento e per tutto il Rinascimento.
A quell’epoca erano un vero e proprio cibo da strada: venivano preparate sul momento dai “fritoleri”, venditori ambulanti sparsi per tutta la città lagunare, fritte e vendute ai passanti ricoperte generosamente di zucchero.
Oggi l’influenza della “fritola” ha contagiato regioni e culture: ne troviamo esempi, con ingredienti e preparazioni differenziati, anche in Emilia Romagna, in tutto il Veneto, al Sud. Una vera e propria leccornia dolciaria popolare che oggi viene preparata in casa ma che si può trovare, soprattutto nel periodo carnevalesco, anche in pasticceria.